
Ecco un immagine degli squadristi che si segnalarono soprattutto per le azioni di violenza rivolte contro i socialisti e le organizzazioni di sinistra. Indossavano una divisa militare caratterizzata dalla camicia nera (che si richiamava a quella portata in guerra dagli arditi). A partire dal 1920 i fascisti ebbero l'appoggio dei capitalisti agrari che, soprattutto nella pianura padana, non sopportavano gli scioperi e le rivendicazioni dei braccianti. Gli squadristi, con la camicia nera e il manganello seminavano la paura con le loro spedizioni punitive contro le Camere del lavoro, le sedi di giornali o partiti di sinistra e anche contro i singoli leader sindacali.
In questa immagine si vede come agivano gli squadristi: devastavano le sedi dei partiti socialista e popolare e le sedi delle associazioni dei lavoratori. Come trofei di guerra prendevano bandiere, stemmi, giornali, ritratti per poi bruciarli. Queste aggressioni furono possibili perchè la polizia, i carabinieri e la magistratura chiudevano un occhio: in quegli anni i borghesi avevano paura delle proteste sociali e molti pensavano che i fascisti potessero servire per ristabilire l'ordine.

Ecco una foto di Mussolini che esegue il saluto romano. Come il fascio littorio, anche il saluto romano viene scelto proprio per stabilire un legame con il passato di grandezza dell'antica Roma che, secondo gli intenti di Mussolini, sarebbe dovuta risorgere sotto il suo governo. Il saluto romano, il fascio littorio, l'aquila imperiale diventeranno in breve i segni del nuovo regime e dello stile di vita che il regime vorrà imporre a tutti gli italiani.

Una volta giunto al potere, il fascismo cercò di conquistarsi il favore della Chiesa. Come si vede nella foto, l'11 febbraio 1929 Mussolini firmò con il cardinale Gasparri, segretario di Stato di Papa Pio XI, i Patti Lateranensi (così chiamati dal nome del palazzo in cui vennero siglati). L'Italia si impegnò a rispettare la sovranità del pontefice sullo Stato del Vaticano e accettò di considerare il cattolicesimo religione di Stato. In cambio la Chiesa riconobbe il Regno d'Italia con capitale Roma. Il governo garantì un risarcimento al papa per i possedimenti che gli erano stati sottratti nel corso del Risorgimento. I Patti contenevano un concordato, un accordo con cui venivano regolati i rapporti tra Stato italiano e Chiesa. Il duce acquistò un grande prestigio di fronte alla popolazione cattolica per essere riuscito a mettere fine alle tensioni tra Regno d'Italia e la Chiesa.
Il regime fascista fu molto attivo nel creare un consenso di massa e nel diffondere il culto del duce. Non solo Mussolini parlava alla folla dal balcone di Piazza Venezia a Roma o alle adunate di massa organizzate in tutta Italia dai gerarchi locali, ma era presente ovunque, con i suoi ritratti e con i suoi slogan: le sue frasi erano scritte a caratteri cubitali anche sui muri delle case. Il regime, inoltre, individuò nelle nuove tecnologie dei potentissimi mezzi di propaganda. A partire dal 1925 la radio trasmetteva i discorsi del duce in diretta diventando il mezzo di informazione e di persuasione più importante di cui disponeva il regime. Seppe sfruttare nello stesso modo anche il cinema: i film - giornale, realizzati ogni settimana dall'Istituto Luce a Roma, avevano lo scopo di informare sugli avvenimenti internazionali e sulle cronache del regime fascista ed erano proiettati in tutti i cinema d'Italia prima dei film. Nel marzo del 1937, per dare impulso al cinema italiano, Mussolini inaugurò a Roma gli studi cinematografici. In questa foto si legge lo slogan "La cinematografia è l'arma più forte" e dimostra che il fascismo non era interessato solo al valore artistico del cinema, ma riconosceva la sua straordinaria importanza propagandistica.
Anche la scuola, soprattutto quella primaria frequentata da tutti i bambini fu uno strumento della propaganda fascista. Nella foto, infatti, si può leggere alla lavagna uno degli slogan più famosi di Mussolini: "Credere, Obbedire, Combattere". A partire dal 1932 tutti i dipendenti pubblici, quindi anche gli insegnanti, furono costretti a giurare fedeltà al regime e a iscriversi al partito fascista.In tutte le scuole l'adozione di un libro di testo unico, approvato dallo Stato, in cui si esaltava la grandezza dell'Italia, i successi del fascismo e il genio di Mussolini. Ecco un estratto da questo testo: "Dettato. Perchè amo il Duce? Amo il Duce perchè sono italiana e conosco quanto Egli ha fatto per la nostra cara Patria. Egli è il Capo del nostro Governo e guida con amore la nostra Italia verso la grandezza e la potenza..."
Oltre alla propaganda il fascismo trovò altri mezzi per forgiare le menti e gli animi dei nuovi italiani. Tutti i giovani, a partire dai sei anni, vennero inquadrati in associazioni di tipo militare, ciascuna con la sua divisa: Figli e Figlie della Lupa (in foto) erano i bambini tra i sei e i sette anni; Balilla i ragazzini tra gli otto e i quattordici; Avanguardisti i giovani tra i quattordici e i diciotto. Le femmine tra gli otto e i diciassette anni erano prima Piccole Italiane e poi Giovani Italiane. Queste associazioni facevano capo all'Opera Nazionale Balilla (ONB) e dovevano abituare i bambini a "credere, obbedire, combattere": questo slogan, che, come abbiamo visto, veniva insegnato anche a scuola, sintetizzava bene l'ideologia fascista in cui ciascun individuo sta al suo posto, rispetta l'autorità e non si permette di criticare. Insieme all'attività di palestra e sportiva, venivano proposti esercizi di tipo premilitare, per abituare i bambini a diventare soldati.Nell'Italia del primo Novecento le donne erano ancora poco presenti nella vita sociale. Il principale ruolo ad esse riconosciuto era quello di madre e il fascismo lo accentuò ancora di più vietando alle donne, per legge, di accedere a tutte le carriere più prestigiose, dalla magistratura all'insegnamento universitario. La patria aveva bisogno di figli pronti al sacrificio: solo consacrandosi alla maternità e generando molti bambini le donne potevano dimostrarsi buone e fedeli italiane e contribuire al glorioso futuro dell'Italia.
L'aggressione italiana all'Etiopia fece scandalo in tutto il mondo. La Società delle Nazioni condannò il gesto italiano e decretò le sanzioni, cioè una serie di ritorsioni economiche che avrebbero dovuto impedire all'Italia di commerciare con il resto del mondo. Mussolini allora avviò il paese sulla strada dell'autarchia economica. L'autarchia è la capacità di un paese di produrre da solo tutto ciò che gli serve per non dover dipendere dalle importazioni.
Verso la fine degli anni '30 l'ideologia fascista si colorò di razzismo. Gli italiani che si erano trasferiti nelle colonie africane avevano spesso figli con le donne del posto. Mussolini, ossessionato dall'idea, allora di moda, della purezza della razza, impose una rigida separazione tra la popolazione locale e i colonizzatori italiani. Il nazismo ebbe una forte influenza sul fascismo che, in origine, non era antisemita. Infatti in Italia gli ebrei erano completamente integrati nella società. Ma, avvicinandosi a Hitler, Mussolini si convertì al razzismo antisemita e nel 1938 promulgò le leggi razziali. Tutti gli ebrei furono esclusi dalle scuole e dalle università, dall'esercito, dagli enti pubblici, non potevano essere giornalisti, nè sposare qualcuno di non - ebreo. Il re firmò queste leggi privando della nazionalità italiana e del lavoro decine di migliaia di italiani.



NELL'EPOCA FASCISTA IN ITALIA,
RispondiEliminaQUALI CAMBIAMENTI FURONO APPORTATI ALLA SCUOLA?
Complimenti per l'idea prof. questo post è molto utile perchè in caso non riuscissimo a capire l'argomento durante la lezione, potremo consultare il blog.
RispondiEliminaDurante il ventennio fascista i cambiamenti nella scuola sono stati tanti. Ne parlerò sempre in questo post. Grazie Roberto per la tua domanda.
RispondiEliminaSono contenta che il post vi piaccia!
In classe abbiamo visto in queste lezioni: LA RUSSIA, L'ITALIA E LA GERMANIA.
RispondiEliminavolevo sapere se la stalin a "creato" un simbolo.
Il fascismo con Benito Mussolini ha il fascio littorio, un fascio di bastoni legati insieme con una scure, era un simbolo di autorità e giustizia copiato dall'antica Roma.
Il nazismo con Adolf Hitler ha la svastica.
E LA RUSSIA?
GRAZIE
Il simbolo del comunismo è la bandiera rossa con la falce e il martello.
RispondiEliminaah!!!!
RispondiEliminaGRAZIE PROF.
grazie mille per i chiarimenti di storia prof.!
RispondiEliminama volevo chiedere...in classe abbiamo trattato i tre stati che hanno subito governi totalitaristi, ma intanto negli altri stati cosa succedeva? ci sono stati anche lì una serie di cambiamenti?
Degli altri stati parliamo domani. Se riesco preparo la presentazione in power point...
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